FABIANA PIREDDA – PUGNO DI FERRO IN GUANTONE DI VELLUTO

di Daniele Dettori

È giovanissima Fabiana Piredda, atleta del Boxing Club Sassari, eppure ha già al suo attivo diverse vittorie in ambito locale e nazionale. Una disciplina, quella pugilistica, che può creare ancora qualche attimo di sgomento nell’immaginare una donna sul ring. Eppure, la boxe attira oggi, in Italia, un numero sempre maggiore di atlete e con ottimi risultati. Fabiana, con molta disponibilità e simpatia, ha accettato di raccontarci la sua esperienza per aiutarci a scoprire questo mondo che cresce e si sviluppa anche nella nostra Sassari.

Quando e come hai iniziato a muovere i primi passi nel mondo della boxe?

Ho iniziato la mia carriera pugilistica nel settembre del 2013. Ho sempre amato gli sport da combattimento e ne ho praticato diversi per alcuni anni (tra cui karate per due anni). C’è da dire, però, che il contatto in quella disciplina è assente, e io volevo provare uno sport dove realmente potessi mettere alla prova la mia forza e resistenza ai colpi (lo so, sono sempre stata un po’ masochista!). Un giorno, quasi per curiosità, decisi di entrare nella mia attuale palestra, giusto per una prova, ma da quel giorno non ne uscii più.

Cosa ti ha attratto in questo sport?

Inizialmente il fattore che mi attirava maggiormente era la sua utilità nella vita quotidiana (essendo donna è sempre utile sapersi difendere). Ma con il passare del tempo ho imparato a scoprire questa disciplina in tutte le sue sfaccettature. Oltre ad essere uno sport completo che allena tutto il corpo e con il quale è possibile sfogarsi, ha anche tanti valori da insegnare che, se appresi appieno, ti cambiano completamente. Ecco perché ormai non posso più farne a meno.

C’è un incontro che è stato per te particolarmente significativo?

Sono del parere che ogni incontro sia significativo a modo suo. Ciascun match ti impartisce una lezione e ti cambia. Ma quelli che mi hanno segnato particolarmente sono due. Il primo è sicuramente il mio esordio, nel 2015, disputato in Romania. Mi ha segnato perché, oltre a rappresentare la mia terra in un’altra nazione, è stata una vittoria con me stessa e contro le aspettative di tutti sono riuscita finalmente a combattere! Nel 2013 infatti, poco prima di entrare in palestra, ho avuto un grave incidente che ha inciso notevolmente sulla mia forma fisica. A causa dell’incidente i dottori mi dicevano che per me l’agonismo era impensabile e che avrei potuto praticare solo a livello amatoriale, decidendo così di non darmi l’idoneità sportiva. Questo non mi ha però demoralizzato ma anzi, la mia voglia di combattere e confrontarmi era talmente tanta che avrei rischiato tutto. Morale? Dopo un anno di accertamenti e visite specialistiche sono riuscita finalmente ad ottenere la mia idoneità sportiva, combattere e ottenere la mia prima vittoria in un contesto internazionale. Il secondo, invece, è stato il torneo nazionale disputato a Mondovì lo scorso Marzo. Lì, infatti, ho scoperto veramente quali sono le mie potenzialità. Oltre a riuscire a perdere 6 kg in una settimana sono riuscita a combattere (a dispetto delle poche energie e nonostante i continui allenamenti estenuanti mattina/notte in sauna per perdere i pochi etti che mancavano al raggiungimento del peso), arrivare in finale e ottenere l’argento. Questo mi ha fatto capire quanto sia forte la mia volontà e mi ha insegnato ad affrontare con il sorriso ogni genere di situazione, non arrendendomi ai primi ostacoli e persistendo sino al raggiungimento dell’obiettivo.

Puoi raccontarci un rituale scaramantico o un pensiero ricorrente, oppure un sentimento particolare, se ce l’hai, che vivi ogni qualvolta ti appresti a salire sul ring?

L’unica cosa che mi viene in mente pensando al momento prima di salire sul ring è una sola parola: ANSIA!
È indescrivibile cosa si prova in quell’attimo, sai che sei lì e sei da solo, hai un pubblico che ha gli occhi solo su di te, non ti senti mai abbastanza pronto e inizi a pensare a tutti gli allenamenti fatti, alle diete, ai sacrifici per essere lì. Sai anche che hai solo dodici minuti per far uscire tutto e dimostrare chi sei!

C’è un avversario in particolare con il quale ti piacerebbe boxare?

Mi piacerebbe boxare con la campionessa mondiale Alessia Mesiano. È il mio punto di riferimento. Avrei così modo di confrontarmi con un’esperta nel settore testando appieno la mia boxe, partendo dalla difesa, passando per la resistenza e arrivando alla mia tecnica! È solo dai migliori che si può imparare. Il mio sogno è diventare come lei e riuscire, un giorno, a raggiungere i suoi traguardi.

In cosa consiste e come si svolge la preparazione fisica per questo sport?

La preparazione per questo sport, a livello agonistico, si articola in varie fasi. Gli allenamenti variano di giorno in giorno e hanno una durata di un’ora e mezza/due per 5 giorni alla settimana. Iniziano sempre con un riscaldamento di circa 20 minuti e poi si articolano in sparring, guanti, esercizi per la resistenza/tecnica e circuiti vari. Sono del parere, però, che la parte fisica in questo sport sia quella più semplice. Il difficile, infatti, si trova a livello mentale. Diete estenuanti per raggiungere la categoria di peso disponibile perché, purtroppo, in Sardegna sono poche le ragazze che praticano questo sport a livello agonistico, perciò bisogna adattarsi a loro e questo comporta cali di peso in tempistiche da record; ne conseguono rinunce varie che possono essere cene con amici, serate ecc.

Come trascorri e cosa ti piace fare nel tempo libero?

Quale tempo libero?! Mi sto laureando in lingue (quindi sono perennemente sotto esame); lavoro; da settembre affiancherò il mio allenatore per un corso di preparazione pugilistica (dove appunto si insegneranno le basi di quest’arte) e sono il tesoriere di un’associazione di nome ESN, che si occupa degli Erasmus Incoming che decidono di venire a studiare a Sassari. In poche parole non so più cosa voglia dire avere del tempo libero.

Vorresti fare della boxe la tua professione o coltivi altre aspirazioni lavorative?

Diciamo che la boxe è sempre stato il mio sogno. Ormai vivo per questo sport, quindi perché no? Non mi dispiacerebbe affatto. Ovviamente, essendo realista ed essendo a conoscenza della moltitudine di valide atlete che ci sono sulla scena italiana, oltre che della mia poca esperienza dovuta alla mancanza di avversarie con cui praticare, so che sarà difficile che la cosa si avveri. Per questo porto avanti di pari passo i miei studi. Difficile ma NON impossibile, quindi chissà. In ogni caso, comunque vada non lascerò questo sport e, se mai decidessi di smettere di praticare in prima persona, sarà solo per insegnare agli altri. Diventerei istruttrice per infondere agli altri la mia stessa passione.

Come riesci a conciliare studio e impegno sportivo?

Come ho già detto, sono iscritta all’ultimo anno di università. Ma non è mai stato un problema far conciliare le due cose. Ho iniziato a praticare nel periodo della maturità, quindi si può immaginare il tempo disponibile che avevo per allenarmi. Ricordo che la mia voglia di allenarmi superava ogni cosa e perciò iniziai a studiare in ogni momento libero che avevo, pur di trovare il tempo (almeno un’ora al giorno) per andare in palestra. Ricordo che studiavo addirittura sull’autobus, nel tragitto per la palestra, e ripetevo a mente durante l’allenamento. Oggi, invece, nonostante i vari impegni riesco a trovare il tempo di fare tutto, a costo di non uscire e studiare la notte.

Quale traguardo sportivo ti piacerebbe raggiungere?

Il primo traguardo che sicuramente mi piacerebbe raggiungere è l’entrata in nazionale. In quel modo, oltre a farmi esperienza, allenarmi tutti i giorni tutto il giorno e fare della mia passione una professione, avrei anche l’onore di rappresentare l’Italia nei vari tornei, anche a livello mondiale.

Quali sono le prossime sfide che ti vedranno impegnata sul ring?

Ora come ora sono bloccata a causa di un infortunio al polso ma a fine settembre dovrei tornare sul ring in vista dei prossimi campionati.

Fotografie: Mario Melis Photos

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