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di Gianni Zara

Abbiamo intervistato Salvatore Muglia, curatore di una delle più interessanti collezioni di apparecchi telefonici, apparati di misura e accessori d’epoca.

Come e quando è nata questa passione così particolare?

Sicuramente coincide con l’anno 1972, in concomitanza con la decisione che la mia futura attività, anche per formazione professionale, si sarebbe svolta nel campo delle Telecomunicazioni. Per circa 15 anni ho fatto parte del “Nucleo TLC” presso l’Aeroporto Militare di Fertilia, in qualità di referente tecnico, e fu all’inizio di quella occasione che mi regalarono un telefono da campo inglese (risalente al 1900) e destinato alla rottamazione. Riuscii a ristrutturarlo e a rimetterlo in perfetta efficienza ed a porlo alla base della mia collezione. Una chicca! Una sorta di primo amore su cui poggia l’intera collezione.

Quindi, sistemato il primo tassello cosa ti ha spinto a proseguire?

La mia insolita tendenza a conservare tutto, nella certezza che ogni cosa sarebbe servita a raccontare la storia della telefonia in Sardegna. Fanno infatti parte della collezione anche pezzi rari della componentistica degli apparati, altri congegni come il “Triniton”, particolare valvola, non funzionante, dei sistemi radar antichi ed il “Klystron”, una particolare valvola lunga circa 50 cm, parimenti non funzionante, ma che, allora, era indispensabile per il funzionamento dei sistemi di Radio-Assistenza alla Navigazione Aerea. Per poi giungere ai particolari utilizzatori, in bachelite nera, ormai in disuso, ma antesignani dell’avvento della “plastica.

Ma tutto questo può bastare per indurti a coltivare una passione da certosino?

Non nego che alla base di tutto ci siano stati i particolari indirizzi di studio rafforzati da numerosi corsi di specializzazione presso le aziende costruttrici a favorire il passaggio dal semplice hobby ad una ragione di vita, con la speranza di fare qualcosa di utile per un settore che ha dato lavoro a centinaia di migliaia di tecnici specializzati ma che rischia di essere oscurato dal progresso tecnologico.

Si può dire che le passioni vanno oltre il progresso tecnologico?

Certamente non posso negare che 40 anni, trascorsi nella galassia della telefonia abbiano determinato una certa influenza sulla mia decisione di conservare le cose passibili di interesse futuro. A questo deve essere aggiunto che, da esperto del settore, mi sono impegnato anche a restituire la piena efficienza a molti reperti che raccoglievo strada facendo. Certamente non trascurabili i anche i numerosi corsi di di specializzazione che mi portarono a collaborare all’allestimento delle due torri di controllo dell’aeroporto di Fertilia ed Olbia.

Ma da cosa è costituita la tua collezione?

Al momento e fatte salve ulteriori implementazioni la collezione di circa 300 differenti terminali telefonici costruiti da aziende nazionali ed internazionali compresi nel periodo tra il 1900 e il 2010 e si distinguono in apparecchi BCA: (Batteria Centrale Automatico), ovvero i classici apparecchi da appartamento; BC: (Batteria Centrale), ovvero i terminali telefonici senza disco combinatore e collegati ad un centralino manuale; BL: (Batteria Locale), apparecchi “punto-punto” generalmente per uso militare; Intercomunicanti (KTS) con consolle e posto operatore, oltre ai moderni IP (Internet Protocol).

Hai mai pensato ad esporre la tua collezione?

Ho esposto una sola volta l’intera collezione in occasione di una mostra-mercato di antiquariato a livello regionale nella quale molti pezzi hanno suscitato grande interesse ma forse non era il contesto giusto. Infatti ero un espositore anomalo in quanto, trattandosi di articoli unici nel loro genere, non erano soggetti a vendita.

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