Daniela-Santerini-Le-Stars

Il cancello elettrico si apre. Daniela Santerini mi saluta dalla veranda di casa. Qualche tempo fa ho visto il film documentario di Wilma LabateArrivederci Saigon” presentato alla biennale di Venezia nel 2018, che racconta la storia de Le Stars, una band formata da cinque ragazze che si ritrova nel 1968, in piena guerra del Vietnam, a suonare a Saigon per le truppe americane. Incuriosito dal film ho acquistato il libro online ma ho ricevuto la versione non aggiornata.

Questo è stato il pretesto per incontrare Daniela Santerini una prima volta, in quanto si è offerta di regalarmi l’ultima versione del testo autografata. Poi un’altra volta per suonare insieme, poi ancora per chiacchierare e farmi raccontare la sua storia.

Da molti anni infatti vive e lavora in Sardegna, attualmente a Sassari. Daniela è stata l’organista delle Stars, la ragazza dietro i tasti bianchi e neri, che durante i tre lunghi mesi passati fra una base militare e l’altra scrisse un diario, pubblicato dopo 40 anni in forma definitiva con il titolo di “Choi-oi! L’incredibile avventura delle Stars nel Vietnam del 1968” dal quale viene il film “Arrivederci Saigon” che celebra i 50 anni di quella incredibile storia.

Santerini-Choi-oi

Una storia che è solo il punto di partenza del nostro racconto. Daniela Santerini è musicista, scrittrice, insegnante di musica e ha perfino inventato un metodo musicale originale, il “Limus”. Nata a Pontedera, provincia di Pisa, alle 16 in punto del 26 Febbraio del 1948. I suoi genitori si sono separati quando aveva circa due anni. La mamma lavorava allo stabilimento della Piaggio e Daniela passava la maggior parte del tempo con i nonni.

Proprio di fronte a casa c’era una palestra, mezzo diroccata, dove provava la filarmonica “Volere e potere”, la banda di Pontedera. Una notte, a 4 anni, dal letto della sua cameretta sentì un fiume di suoni e come ipnotizzata si ritrovò ad aprire la porta e attraversare la strada verso la fonte di quella melodia. Dal fondo di una stanza buia filtrava un rettangolo di luce, lo ricorda come se fosse oggi, spinse una porta e si ritrovò a bocca aperta a guardare gli ottoni lucenti suonare.

Il maestro, che portava un basco blu, la tenne sulle ginocchia a dirigere l’orchestra fino a quando non arrivarono i parenti a recuperarla. Sotto consiglio di quello stesso maestro prese lezioni di solfeggio da un musicista della filarmonica. A 8 anni prendeva già il treno da sola, due volte a settimana, per seguire le lezioni di pianoforte a Pisa, 20 chilometri da Pontedera. Era una cosa talmente inusuale che la maestra ci fece una lezione a scuola, dove Daniela raccontava la sua esperienza di piccola pendolare.

Daniela-Santerini

Gli anni passavano scanditi dagli esami al conservatorio, la sua insegnante pretendeva molto, doveva essere ancora più brava in quanto “privatista” . Arrivò all’ottavo anno, pronta per l’esame finale, quando si presentarono alla sua porta due ragazze vestite di nero. Viviana e Rossella. Rispettivamente la chitarrista e la cantante de Le Stars. Due ragazze che le cambiarono la vita. Cercavano un’organista da inserire nel loro complesso musicale, ma lei era una pianista classica, suonava Chopin, Bach e Mozart, così si convinse che potessero aver sbagliato Daniela perché Aretha Franklin, James Brown e Otis Redding non sapeva neanche chi fossero.

Una sua vicina omonima suonava la fisarmonica ed era una tipa molto sveglia, sicuramente cercavano quella Daniela. «Ci pensai un po’, neanche tanto a dire il vero. Pensai a quell’occasione come un riscatto alla mia timidezza e alla possibilità di guadagnare qualche soldo». Daniela stupì positivamente le sue future compagne di band con la facilità con cui estrapolava gli accordi delle canzoni da tutti i dischi che le sottoponevano.

Era il mese di giugno e a settembre avrebbe dovuto dare l’esame per il diploma al conservatorio, partì per Piombino e divenne una “Star”, rimandando l’esame che non diede più. Oltre a Rossella Canaccini (voce), Viviana Tacchella (chitarra) e Daniela Santerini all’organo (Fender Bauer Starmaster) la band era completata dalla sezione ritmica di Franca Deni (basso) e Manuela Bernardeschi (batteria). «Mi portarono da una ragazza per rifarmi il look, mi tinsero i capelli di nero. Io li avevo di 3 colori, un po’ biondi, con ciuffi castani e rossicci. Poi mi truccarono e cambiai anche i vestiti. Il risultato fu talmente radicale che a Pontedera non mi riconosceva più nessuno. Andavano a chiedere a mia madre dove fossi finita!».

Il repertorio de Le Stars era composto principalmente da Soul e Rhythm and blues, avevano come produttore e road manager Ivo Saggini, lo stesso dei primi Pooh con i quali condivisero diversi palchi e lo stesso furgone, provavano in una cascina a Piombino. «Suonammo molto in giro per l’Italia, ricordo le risate con Mauro (Bertoli, chitarrista dei Pooh fino al 1967) e Riccardo Fogli, che conoscevo già perché aveva lavorato come operaio alla Piaggio, dove lavorava anche mia madre.»

Le-Stars

Oltre ai Pooh in quegli anni aprirono i concerti di Patty Pravo e Albano. Daniela trovò anche il tempo di andare a conoscere suo padre, Gualtiero Santerini, che nel frattempo si era rifatto una famiglia e gestiva una miniera di zolfo. Prese il “Treno del sole” per Strongoli (provincia di Crotone in Calabria). Il viaggio fu una vera esperienza, anche questa raccontata in un libro. L’incontro andò bene e qualche volta il signor Gualtiero andò a sentire Le Stars. «L’emozione fu talmente forte che non ricordo niente di quei momenti con mio padre, pensa che io ero convinta che non mi volesse. Da piccola mi era proibito chiedere di lui».

Nel 1968 arrivò la proposta che avrebbe dovuto far decollare la carriera de Le Stars, una tournée in Estremo Oriente. Si parlava di Manila, Hong Kong, Singapore. Il giorno della partenza seppero che avrebbero dovuto fare uno scalo tecnico a Saigon (l’attuale Ho Chi Minh, nel Vietnam del sud), in piena guerra! L’aereo atterrò in picchiata per evitare la contraerea Vietnamita. Rimasero in Vietnam per 3 mesi ad allietare le truppe militari americane, 4 spettacoli al giorno fra una base e l’altra. Fra la paura, gli spari, le condizioni igienico – sanitarie disastrose ma anche la voglia di resistere e onorare il contratto che a quanto pare era stato male interpretato dal loro agente e prevedeva delle penali nel caso fosse stato rescisso.

Le vicende vietnamite sono ben raccontate nel libro “Choi-oi! L’incredibile avventura delle Stars nel Vietnam del 1968” che si basa sul diario scritto da Daniela Santerini in quei 3 mesi, coadiuvato da alcune lettere di Rossella (la cantante della band che ai tempi era ancora minorenne) e di Viviana (la chitarrista che scriveva al marito e alla figlia per rassicurarli).

La pubblicazione è stata travagliata. Nel 1978 Daniela si è ritrovata fra le mani, non il manoscritto originale, ma una copia che sua madre
con pazienza aveva trascritto a macchina. Nessuna casa editrice era interessata alla storia. «Il 1968 nella memoria collettiva è ricordato
per le manifestazioni contro la guerra nel Vietnam, che dire di una band di ragazze che va a suonare per le truppe americane? Nessuno era interessato.
»

Così il diario rimane in un cassetto fino al 1990, anno in cui viene spedito a Pieve, all’Archivio Diaristico Nazionale per il concorso indetto quell’anno. Un anno dopo alcuni brani escono sulla collana “Diario Italiano” (Tutino, Giunti editore). Nel 2003 il quotidiano Tirreno pubblica una rubrica di diari e memorie toscane fra le quali anche passaggi dal diario di Daniela Santerini. L’interesse pian piano si risveglia e il libro prende finalmente forma. Uscirà in varie versioni, fino a raggiungere quella definitiva.

Arrivederci-Saigon-Wilma-Labate

Una curiosità sul titolo; “Choi-oi!” significa “Oh, mio Dio”, dai lamenti di un Vietcong ferito. Daniela l’ha scoperto quando regalò la prima edizione del libro, intitolato “ciòiòi”, al sacrestano vietnamita del Duomo di Lucca. «Per me il significato della parola ciòiòi era chiaro: all’ospedale, un vietcong ferito si lamenta tutta la notte. Cosa poteva essere se non un ohiohi, ohiohi? E invece vuol dire Mio Dio! E si scrive Choi-oi».

“Arrivederci Saigon” è il film documentario presentato alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Sconfini e candidato al premio David di Donatello nel 2019, fra i primi 5 migliori documentari . Il film nasce dall’interesse dello scrittore Giampaolo Simi che si imbatte per caso nel diario della Santerini. Successivamente viene coinvolta la regista Wilma Labate che tallona letteralmente le protagoniste della vicenda per 5 anni. Il documentario narra la storia de Le Stars nel sud del Vietnam attraverso immagini di repertorio e interviste inedite a tutta la band, tranne Manuela Bernardeschi (batterista), che non ha voluto partecipare al
progetto. Il film, reperibile anche su RaiPlay, è impreziosito da una colonna sonora a base di Otis Redding, Aretha Franklin, Nina Simone, Wilson Pickett, ovvero il repertorio che abitualmente eseguivano le ragazze.

Nel 1969 Le Stars continuano a suonare in giro per l’Italia, quando vengono notate da Jimmy Fontana che le porta alla RCA, con la
quale firmano un contratto. «Con i soldi del Vietnam mi ero comprata una mini che usavamo con il complesso, infatti in poco tempo andò distrutta!». Daniela Santerini sorride mentre lo racconta. «Gli anni alla Rca furono i più belli! Provavamo e incidevamo un sacco di materiale, soprattutto brani inglesi con il testo rifatto in Italiano, come si usava in quel periodo. Ricordo che uno lo prese Mia Martini, dovrebbe essere quello che fa così…» Canticchia una melodia. “Border song” di Elton John, “Io straniera” nella versione italiana.

La Rca era per Daniela una meraviglia continua, un giorno incontrò perfino il suo idolo Brian Auger, la sua versione di “Save me” insieme a Julie Driscoll era suonata dalle Stars come sigla iniziale dei concerti. Qui conobbe il maestro Paolo Ormi, Antonello Venditti, Giorgio Bracardi, Mauro Lusini, la già citata Mia Martini, ma anche Nino Manfredi e soprattutto Gianni Morandi presentatore del “Gatto d’Argento”, concorso voluto dalla rivista Tv Sorrisi e Canzoni, dove vinsero Antonello Venditti e Le Stars, premiate da Tomas Milian.

Il sogno Rca si fermò quando il direttore Melis, dopo un anno dalla firma del contratto, annunciò che l’azienda avrebbe voluto lanciare Rossella come cantante solista e tenere le altre ragazze come gruppo di supporto. «In realtà me l’aspettavo, dicevo sempre che avevamo un repertorio da cantante solista e di sole cover. Dissi in faccia al direttore che non capiva il potenziale di una band femminile e me andai!»

Le-Stars-Gianni-Morandi

Daniela Santerini, la vita dopo Le Stars

Rossella partecipò nel 1974 al Festival di Sanremo con il brano “Qui” di Riccardo Cocciante e nello stesso anno Daniela, che nel frattempo si era sposata, si trasferì in Sardegna per seguire il (primo) marito, militare a Sassari. «Di una cosa ero sicura, non avrei avuto più niente a che fare con la musica, soprattutto non avrei insegnato musica!». Per motivi legati al lavoro del marito andò a vivere a Domusnovas e successivamente a Carbonia dove aprì il centro artistico Le muse. «Avevo detto, niente più musica, niente insegnamento, ma alla passione non si comanda. Non solo musica, ma anche danza, pittura e recitazione. Ho fatto una cosa tipo Saranno Famosi, la serie televisiva che andava a quei tempi. Con insegnanti dal conservatorio, pittori, danza classica e moderna, attori… un’esperienza fantastica. Abbiamo partecipato al Concorso Nazionale città di Cagliari e vinto con 3 allievi.»

Negli anni del centro artistico, Daniela Santerini sviluppa il metodo “Limus” (acronimo di “linguaggio musicale”) per aiutare Stefano, un suo allievo in difficoltà ad imparare con i metodi tradizionali. Il Limus viene definito “geniale” dal direttore della Ricordi, da Piero Farulli e da altri musicisti importanti. La commissione Fullbright offre a Daniela un borsa di studio negli USA. «Se fossi andata per 9 mesi in America mi avrebbero tolto i figli. Nel frattempo mi ero separata dal mio primo marito».

Nel 1989 è tornata per un periodo a Pontedera con i due figli, lasciando la scuola di Carbonia per cause di forza maggiore. Rientrata in Sardegna, qualche tempo dopo, si è risposata con un toscano residente ad Alghero. Ha ripreso ad insegnare privatamente e con l’avvento delle nuove tecnologie anche online con il nome “Nuove musewww.nuovemuse.it . Continua a scrivere e pubblicare. Oltre a “Choi-oi! L’incredibile avventura delle Stars nel Vietnam del 1968” e al suo metodo “Limus – il linguaggio musicale”, anche libri di poesia e racconti, “Il cerotto” e “La musica nel cuore” e nel corso degli anni ha anche condotto dei programmi alla radio. Oggi continua ad insegnare sia in presenza che in “smart working”, segue i suoi blog e sito internet www.danielasanterini.it ed è piena di idee e progetti da portare avanti.

Il cancello elettrico si chiude e Daniela Santerini mi saluta dalla veranda di casa. Tornerò presto a trovarla con la mia band per una nuova jam session.

di Maurizio Casu

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